Da.. CONTACT

La sola cosa che rende il vuoto sopportabile

siamo noi stessi.

Contact (USA, 1997)

Un film di Robert Zemekis

Con Jodie Foster

Annunci

UN SOFFIO.. UN CONTATTO.. IL CONTAGIO.

CONTAGION (USA, 2011)

Un film di Steven Soderbergh

Con Matt Damon, Kate Winslet, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Marion Cotillard, Laurence Fishburne.

Se decidete di passare una serata guardando Contagion, non aspettatevi la spettacolarità del classico filmone hollywoodiano, non aspettatevi colpi di scena, non aspettatevi souspance né eroi pronti a sacrificare la propria vita per la salvezza del pianeta. Insomma, di fronte alla visione di Contagion non cercate paragoni con altri film che possano trattare lo stesso argomento, non è l’ennesimo “Virus Letale”.

L’eclettico regista Steven Soderbergh, capace di passare da piccoli film indipendenti e a bassissimo budget alla saga milionaria di George Clooney alias Danny Ocean, fa centro portando sullo schermo un tema già visto in molti altri film, ma con intelligenza e originalità.

Negli ultimi anni influenze suine, aviarie, mucche pazze, e quant’altro ci hanno portato nuovi timori, per molti versi fondati, per altri versi forse indotti da un’informazione scellerata che deriva principalmente dai mass media. Ciò non toglie che il diffondersi di virus nuovi e di cui pertanto non esiste una cura immediata non può renderci del tutto tranquilli.

In Contagion un virus del tutto simile a quello delle influenze sopracitate prende forma per espandersi rapidamente provocando panico e crisi. Basta un soffio,un contatto, e nel giro di poche ore il virus ha già colpito migliaia di persone causandone la morte. Il regista non sceglie la via dello spettacolo, e con uno stile freddo, asettico, quasi documentaristico segue la vita di alcune persone e delle loro reazioni di fronte alla spaventosa epidemia. Dai laboratori scientifici nei quali si studia il virus e si tenta di trovare l’apposito vaccino, fino ad arrivare ai tavoli di riunione degli organismi internazioli, dal padre che perde moglie e figlio, al blogger di turno che utilizzando il web approffitta per fare allarmismo e scatenare ulteriormente la paura tra le persone.

Il tutto viene raccontato a partire dal secondo giorno in cui il virus è entrato in circolazione, riconducendoci al giorno 1 soltanto nella parte finale del film nella quale viene mostrato come tutto questo orrore abbia potuto trovare origine.

Il cast è quello delle grandi occasioni; per dare un volto ai personaggi e alle loro storie Steven Soderbergh è riuscito a radunare alcuni tra i nomi migliori del cinema americano e non solo. Ecco quindi sullo schermo una parata di star del calibro di Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Laurence Fishburne, Kate Winslet, Jude Law, Tommy Lee Jones, e la francese Marion Cottillard scoperta da Christopher Nolan per il suo “Inception” e ora lanciatissima anche ad Hollywood.

Cosa ci resta dopo la visione di Contagion? Le stesse ansie e timori che si hanno da qualche anno a questa parte, ma anche una riflessione su quali potrebbero essere i nostri comportamenti di fronte ad un dramma cosi’ forte, devastante ed incontrollabile. E se una volta tanto i mass media non esagerassero?

da.. FINAL DESTINATION

Nella morte non ci sono incidenti, né coincidenze, né contrattempi.. E non ci sono scappatoie.

Tutti noi siamo piccoli topi tenuti per la coda da un gatto.

Ogni nostro gesto, ogni nostra azione, dalla più banale alla più nobile,

il semaforo rosso a cui ci fermiamo o no..

le persone con cui facciamo sesso o no..

gli aeroplani sui quali viaggiamo e dai quali scendiamo..

Tutto fa parte del sadico disegno della morte, che conduce alla tomba.

Final destination (USA, 2000)

Un film di Jim Wong

QUANDO IL CICLONE TRAVOLSE L’ITALIA

IL CICLONE (ITALIA, 1997)

Un film di Leonardo Pieraccioni con Leonardo Pieraccioni, Lorena FortezaMassimo Ceccherini

Sono passati più di dieci anni da quando con la sua carica di simpatia Leonardo Pieraccioni travolse l’Italia con Il ciclone, portando ai botteghini del Bel Paese una cifra di oltre settanta miliardi di lire.

Qualcuno storcerà il naso vedendo questo film inserito nella lista dei più amati, ma del resto “il ciclone quando arriva non è che ti avverte, passa, piglia e porta via”; una delle frasi più celebri del film racconta in effetti ciò avvenne nei cinema nel settembre di quell’anno.

La famiglia Quarini, composta da tre fratelli, Levante, Libero e Selvaggia e dal loro buon vecchio padre, vive in un vecchio casolare nella campagna toscana; le loro giornate trascorrono tranquille e senza scossoni. La vita contadina ha i suoi ritmi e le sue tradizioni, e nulla sembra poter smuovere tale consuetudine. Il caso vuole però che un ingannevole indicazione stradale porti una compagnia di ballerine spagnole in tour in Italia a sbagliare direzione finendo proprio presso il cascinale dei Quarini. E nulla sarà più come prima. Forse qualcuno troverà persino l’amore.

Intorno a Levante, il personaggio interpretato dallo stesso Pieraccioni, nel film troviamo molti volti noti e amatissimi dal pubblico. Il fratello Libero è interpretato dal fedele Massimo Ceccherini mentre Barbara Enrichi veste i panni della sorella lesbica Selvaggia. Il personaggio femminile principale è però quello della prima ballerina della compagnia di flamenco, la bellissima Lorena Forteza. E poi c’è la prorompente Tosca d’Aquino, nel ruolo della proprietaria dell’erboristeria del paese e da sempre innamorata di Levante, e il simpatico Paolo Hendel in quello del meccanico di fiducia. Il bravissimo Alessandro Haber interpreta l’impresario del tour di danza spagnola. Infine, il grande regista Mario Monicelli è Gino, il nonno di Levante, che non appare mai nel film ma di cui si sente sempre la voce.

Commedia romantica, divertente, garbata e mai volgare, Il ciclone rappresenta forse il punto più alto della filmografia del regista e attore toscano. La carriera di Pieraccioni è successivamente proseguita tra alti e bassi, film sempre piacevoli, ma nei quali manca la leggerezza e la freschezza che fanno di questa pellicola un vero e proprio cult.

Uno dei meriti principali del film, ma forse uno dei più sottovalutati è quello di saper raccontare una realtà provinciale che purtroppo sta scomparendo, la realtà del piccolo paese dove tutti si conoscono, delle botteghe e dei negozietti, della vita tranquilla e senza pretese che corre lontana dalle metropoli, dal traffico e dalla frenesia cittadina. Certo però che come insegna il film, anche il luogo più tranquillo, spento ed isolato può essere improvvisamente spazzato da un piacevole ciclone..

da.. IL CICLONE

Si perchè il ciclone quando arriva non è che t’avverte;

passa, piglia e porta via.. 

e a te non ti rimane altro che star li buono buono a capire

che forse, se non fosse passato, sarebbe stato parecchio,

ma parecchio peggio..

Il ciclone (Italia, 1996)

Un film di e con Leonardo Pieraccioni

FROZEN, IL THRILLER SOSPESO

FROZEN (USA, 2010)

Un film di Adam Green con Emma Bell e Kevin Zegers

Possono le condizioni atmosferiche suggerirci di guardare un film piuttosto che un altro? Evidentemente la risposta è affermativa. L’afa e l’umidità dei giorni scorsi hanno fatto in modo che mi venisse voglia di vedere un film ambientato tra monti freddi ed innevati, e fra le varie scelte che mi si sono presentate, senza pensarci troppo e buttandomi un po’ a caso, mi sono ritrovato dinnanzi a Frozen, film diretto da Adam Green nel 2010. Ed è stato folgorante.

Il film vede per protagonisti una coppia di fidanzati e il migliore amico di lui. I tre giovani decidono di passare insieme una divertente domenica tra le cime innevate del Massacchusetts a fare snowboard. Nonostante alcuni malumori la giornata trascorre in modo tranquillo. Giunta la sera e ancora carichi di adrenalina i tre ragazzi riescono a convincere l’addetto agli impianti a dar loro un’ultimo passaggio su di una seggiovia a tre posti. Da qui, l’inferno. Il piccolo gruppo inizia il percorso sulla seggiovia, ma l’addetto all’impianto viene chiamato urgentemente presso gli uffici e il collega che viene a sostituirlo non si rende conto che lassù c’è ancora qualcuno. Tutto si ferma. Passano i minuti e i protagonisti iniziano a capire che c’è qualcosa che non va, iniziano a capire di essere stati dimenticati sospesi nel vuoto; l’unica cosa certa è che quegli impianti rimarranno chiusi almeno fino al venerdi successivo. E la tensione inizia a salire.

I colpi di scena non mancano, i momenti shock nemmeno; ma in Frozen c’è anche un buon disegno dei personaggi, le dinamiche tra i tre sono ben descritte,e la fotografia è curata in ogni dettaglio.

Firmando un thriller ansiogeno ed angosciante sospeso ad alta quota, Green gioca coi nervi dello spettatore e catapulta i tre protagonisti in una situazione realistica e verosimile. E l’immedesimazione scatta istantanea. Cosa faremmo al loro posto? Che scelte prenderemmo bloccati su una seggiovia, esposti al gelo e alle intemperie, e con un branco di lupi affamati ai nostri piedi?

Osservando le ansie, le paure e le reazioni dei tre di fronte ad una situazione cosi’ estrema porsi queste domande diviene naturale. Ma forse, meglio guardare il film e non darsi troppe risposte.