UNO SGUARDO SULLE FERITE DEL PASSATO

L’UOMO CHE VERRA’ (Italia, 2010)

Un film di Giorgio Diritti con Alba Rohrwacher e Maya Sansa

L’uomo che verrà, opera seconda del regista bolognese Giorgio Diritti, uscito nelle sale italiane nel 2010, è un film che tutti dovrebbero vedere. Vincitore di numerosissimi ed importanti premi (tra cui il David di Donatello come miglior film), il film racconta con grande sensibilità uno degli episodi più efferati avvenuti in Europa negli anni della seconda guerra mondiale, l’eccidio di Monte Sole, meglio noto come strage di Marzabotto.

Nel 1944 le truppe naziste che giunsero tra la povera gente del piccolo villaggio contadino, compirono un feroce rastrellamento che portò alla feroce uccisione di circa 800 persone tra cui molti bambini, donne e persone anziane.

Il film ripercorre quei tragici avvenimenti attraverso gli occhi di Martina, una bambina di otto anni, che seppur senza parlare (ha smesso di farlo dal giorno in cui è morto suo fratello minore), riesce con l’espressione del suo volto giovane ed innocente a far comprendere tutta la drammaticità, le emozioni e l’orrore di quei giorni bui e senza speranza.

Il realismo de L’uomo che verrà non è dato dalle immagini dei corpi martoriati e stesi al suolo, il regista evita con pudore ogni sensazionalismo, ma è dettato piuttosto da una ricostruzione minuziosa e attenta della vita contadina, una ricostruzione che parte dal linguaggio stesso usato dalla popolazione, il film è infatti girato per lo più nel dialetto locale, e la comprensione dei dialoghi è affidata ai sottotitoli. Sebbene, come si può leggere al termine della pellicola, la tragedia è reale ma i personaggi sono frutto di fantasia, alcuni di essi sono realmente esistiti come il parroco antifascista Giovanni Fornasini, e don Marchioni, ucciso proprio dinnanzi all’altare nella chiesa in cui, insieme a molti fedeli del villaggio, si era radunato in preghiera.

Il film colpisce lo spettatore con lo stesso impatto di un pugno sferrato dritto nello stomaco, e risulta agghiacciante nonostante la grande sensibilità con cui il tutto viene messo in scena, poichè agghiaccianti e reali sono i fatti che vi si narrano. Non siamo solo spettatori di un film, ma di una autentica e coinvolgente lezione di storia; sarebbe intelligente pertanto proiettare questa pellicola in tutte le scuole. C’è sicuramente molto da imparare.

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