VERITA’ SCOMODA. LEZIONE EFFICACE.

UNA SCOMODA VERITA’ (USA, 2006)

Un film di Davis Guggenheim con Al Gore

Nel 2006 l’”ex futuro presidente” Al Gore, come lui stesso si è ironicamente definito, entra a pieno titolo nella storia del cinema attraverso il film-documentario Una scomoda verità diretto da Davis Guggenheim.

Prima di parlare del film e delle tematiche che vi si affrontano è bene fare un breve sunto della carriera politica del Sig. Gore. Nato a Washington nel 1948 e figlio di un senatore democratico entra lui stesso in politica sul finire degli anni ’70. Nel 1988 si candida alle primarie del partito democratico con lo scopo di sfidare George Bush alle elezioni dello stesso anno, le cose non vanno come previsto e perde le primarie a favore di un altro candidato democratico. L’anno successivo vede l’allontanamento da parte di Gore dalla politica a causa di gravissimi problemi familiari legati ad un incidente stradale che vede coinvolto il figlio di sei anni; nei difficili anni a seguire Gore si avvicina sempre di più alla causa ambientalista già a lui molto cara e a tal riguardo scrive il libro “Earth in the balance”. Il 1992 rappresenta un anno cruciale in quanto, dopo molti ripensamenti, accetta la proposta di Bill Clinton di essere suo vice-presidente. Al Gore diviene cosi’ il 45° vice-presidente degli Stati Uniti d’America e durante tutti gli anni di lavoro alla Casa Bianca non perde mai di vista i problemi legati all’ambiente impegnandosi a fondo affinché gli Stati Uniti appongano la loro firma al protocollo di Kioto riguardante la riduzione dei gas inquinanti in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990. Durante le primarie del 2000 è lo stesso Gore a sfidare George W. Bush per la corsa alla Casa Bianca; inutile ricordare come ebbe termine lo scontro. Segue l’ennesimo e decisivo distacco di Gore dalla politica, che però nel frattempo non è rimasto certo con le mani in mano. Gore si prefigge un obiettivo: convincere le persone che la Terra è in pericolo, e non sulla base di supposizioni, ma di dati scientifici incontrastabili; inizia a tenere conferenze andando di stato in stato e sperando che attraverso una forma di comunicazione chiara e semplice molte persone si rendano conto dei pericoli derivanti dal riscaldamento globale.

Questi incontri, tenutisi in tutto il mondo diventano nel 2006 un film-documentario straordinario dal titolo Una scomoda verità; in questo film Al Gore discorre per circa un ora e mezza sulla disastrosa situazione in cui versa il pianeta a causa del riscaldamento globale, delle possibili e più che probabili conseguenze che ne potrebbero derivare e di quanto questi problemi siano sottovalutati, se non addirittura ignorati dalla maggior parte dei governi del mondo, in quanto, “se un tema non è prioritario per i loro elettori i politici lo ignorano, senza remore..”

Con l’utilizzo di grafici e tabelle, contributi filmati e immagini di repertorio vengono sviscerati i risultati di anni e anni di studi e ricerche scientifiche in materia; il tutto viene trattato in maniera cosi’ chiara e diretta da poter essere facilmente compreso non solo dagli adulti; il potenziale educativo del film lo rende infatti ideale ad essere proiettato nelle scuole.

L’esposizione di questi dati, viene di tanto in tanto interrotta da alcuni spezzoni riguardanti la vita privata di Gore, come ad esempio il tragico incidente che colpi’ suo figlio; questi brevi momenti, che di primo acchito non sembrano avere molto a che fare con quanto trattato dal film in realtà permettono allo spettatore di comprendere a pieno le ragioni profonde che hanno spinto in maniera sempre più massiccia Al Gore ad intraprendere una campagna di questo tipo; il suo grande impegno ecologista è stato persino premiato nel 2007 con il Premio Nobel per la pace.

Il film, vincitore del Premio Oscar come miglior documentario, termina con una serie di piccoli accorgimenti che ognuno di noi nella vita di tutti i giorni potrebbe adottare al fine di diminuire l’inquinamento.

Citando lo stesso Gore, “abbiamo tutto ciò che serve, a parte forse la volontà politica..”