LA MAGIA AVVIENE SEMPRE.. PRIMA DELL’ALBA

PRIMA DELL’ALBA (USA, AUSTRALIA, SVIZZERA,1995)

Un film di Richard Linklater

Con Ethan Hawke e Julie Delpy

Una quindicina di anni fa, andavo forse in seconda superiore, si usava ancora registrare i film dalla televisione.. vecchio videoregistratore, vecchie videocassette.. Successe cosi’, che una notte registrai per sbaglio un canale anziché un altro e mi ritrovai a guardare Prima dell’alba, piccolo film sentimentale del 1995 diretto da Richard Linklater e interpretato da Ethan Hawke e Julie Delpy. Nonostante mancassero almeno una ventina di minuti iniziali da quella registrazione, decisi di guardalo comunque, pur non avendone mai sentito parlare, e feci bene. Ancora oggi non riesco a comprendere come mai quella pellicola mi emozioni cosi’ fortemente. La trama è semplice e racconta di due ragazzi che si conoscono per caso su un treno proveniente da Budapest, iniziano a chiacchierare e tra di loro si instaura una certa intesa, decidono di scendere insieme a Vienna per passarvi la notte prima di riprendere ognuno il proprio percorso: Jesse deve tornare in America e Celine a Parigi. La notte corre veloce, i due giovani hanno modo di raccontarsi molte cose riguardo le loro esistenze e affrontare molti temi dando la possibilità allo spettatore di perdersi nei loro ragionamenti che corrono spesso tra il filosofico e il banale. Girovagando per le strade di una Vienna intima e notturna, i due hanno modo di incontrare poeti e cartomanti, che daranno alla loro unica serata insieme, un pizzico di magia in più. Forse la loro è la storia d’amore perfetta, forse lo è perché entrambi sono consapevoli che potrà durare una sola notte. Il finale del film è aperto e non offre la possibilità allo spettatore di sapere se i due si rincontreranno in futuro oppure se le loro vite sono destinate a non incrociarsi mai più. L’amarezza mista alla nostalgia che questo finale “sospeso” provoca nel pubblico è stata spazzata via circa dieci anni più tardi da un sequel intitolato Prima del tramonto. Il regista è sempre lo stesso e gli attori anche, ma il piacere che si prova rivedendo quei personaggi ai quali ci si era cosi’ tanto affezionati svanisce quasi immediatamente di fronte ad un film in cui la magia del precedente è totalmente assente, e anche la romantica ambientazione parigina non è d’aiuto. La cosa migliore da fare di fronte a questa parziale delusione è allora tornare a vedere Prima dell’alba e perdersi insieme a Jesse e Celine tra le vie di Vienna.

L’ERA GLACIALE: IL TRIO COLPISCE ANCORA

L’ERA GLACIALE 4 – CONTINENTI ALLA DERIVA (Usa, 2012)

Un film di Steve Martino e Mike Thurmeier

Dieci anni fa ebbe inizio la cartoonistica saga DreamWorks de L’era glaciale e con lei le avventure di tre personaggi che sono entrati di prepotenza nei nostri cuori; il saggio mammut Manny, la coraggiosa tigre Diego e il pigro e simpaticissimo bradipo Sid. Impossibile poi dimenticare la presenza di colui che negli anni è diventato il vero e proprio simbolo della serie, ovvero lo scoiattolo Scrat, protagonista di svariati siparietti comici, quasi sempre slegati dalla trama ma assolutamente irresistibili.

A differenza di altri importanti titoli come Shrek o Madagascar, che nel proliferare degli episodi han perso sempre più smalto nonostante gli altissimi incassi, a causa della ripetitività della formula e da lacune di sceneggiatura sempre più consistenti, L’era glaciale giunta quest’anno al quarto capitolo conserva una buona tenuta, sia per quanto riguarda la trama che per quanto concerne l’evoluzione dei personaggi. Per fare un piccolo esempio, in questo quarto film, il mammut Manny si trova ad affrontare non solo rocambolesche imprese causate dalla deriva dei continenti o dall’arrivo di cattivissimi pirati ma anche le turbe adolescenziali di Pesca; la piccola, nata nel precedente capitolo è ora già alle prese con le prime cotte di gioventù e con le insicurezze tipiche dell’età.

La novità principale de L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva è però un nuovo personaggio, tanto imprevedibile quanto divertente; si tratta della squinternata nonna di Sid, vecchia rompiscatole che al momento opportuno però riserverà delle belle sorprese dimostrandosi fondamentale per l’intera comitiva.

Nel film trova poi spazio anche il musical, con un intera scena cantata e ballata proprio come nei film d’animazione di un tempo; chissà che questa scelta non rappresenti una piccola inversione di marcia rispetto al trand di questi ultimi anni, e che in futuro, oltre a vedere film d’animazione belli e divertenti si possa anche tornare a sentire belle canzoni.

Ma se c’è una cosa che non è cambiata in quest’ultimo (almeno per ora) capitolo, è il messaggio, importante ed educativo, che vede la famiglia al primo posto in una scala di valori sempre più incerta. Famiglia che non è intesa solo nel senso più stretto del termine, ma che espande il proprio significato anche alle amicizie, quelle più autentiche. Del resto, cosa sono Manny, Sid e Diego se non una stramba, assurda, fantastica famiglia?