TUTTO PUO’ CAMBIARE

TUTTO PUO’ CAMBIARE (USA, 2013)

Un film di John Carney

Con Mark Ruffalo, Keira Knightley e Adam Levine

Deluso e amareggiato dai film recentemente visti in sala (tra cui spicca l’orrido e per nulla divertente “Un milione di modi per morire nel West”), ieri sera ho finalmente avuto una piccola rivincita andando al cinema a vedere Tutto può cambiare, deliziosa, piccola pellicola diretta da John Carney e interpretata dall’ottimo Mark Ruffalo (attore inspiegabilmente ancora poco popolare, almeno qui in Italia) e dalla brava e bella Keira Knightley che qui scopriamo anche ottima cantante.

Dopo aver visto il film la prima domanda che mi sono fatto è stata Ma perchè non sono corso a vederlo prima, invece che perdermi tra fracassoni film fantafilosofici come “Lucy” o film comici che di comico han ben poco come “Un milione di modi per..”?? Davvero bella domanda.. Sarà che l’elemento principale di questo film è la musica e io l’avevo semplicemente escluso in quanto non ne sono un grande appassionato? Può essere, ma mi sbagliavo.

Il film narra le vicende di Dan, produttore discografico dal glorioso passato ma dal presente disastroso, che sbattuto fuori dalla società discografica da lui stesso fondata, incontra casualmente in un locale una ragazza che suo malgrado viene “costretta” ad esibirsi sul palco cantando un suo pezzo. E improvvisamente ecco arrivare l’illuminazione; perché quella giovane donna reticente e senza alcuna ambizione è davvero brava e ha tutte le carte in regola per sfondare. La diffidenza iniziale di Greta nei confronti di Dan lascia presto spazio ad una rapporto di collaborazione e di grande fiducia, che li porterà a realizzare un progetto davvero originale; la mancanza di fondi viene compensata infatti da una grande idea, realizzare un intero album, coinvolgendo musicisti squattrinati trovati qua e la, senza nessuno studio di registrazione o sale di incisione, ma sfruttando qualsiasi spazio che una città come New York può offrire. Ed ecco che ogni vicolo, ogni ponte, persino i sotterranei della metropolitana diventano l’ideale scenario per una sfida che sembra quasi impossibile, ma che porterà a dei risultati imprevedibili.

Non c’è dubbio che in questo film a fare la parte del leone sia (oltre alla musica, ovviamente) Mark Ruffalo, attore troppo a lungo sottovalutato, perfetto nel dare profondità e spessore ad un personaggio ricco di passione ma anche di grandi tormenti interiori, dovuti ad una vita privata costellata da delusioni, un matrimonio miseramente fallito, i difficili rapporti con la figlia e scelte lavorative sbagliate che lo hanno ridotto sul lastrico. L’attore appare stropicciato come non mai, ma dai suoi occhi traspare il fuoco della passione che il suo personaggio nutre per la musica e il grande amore per la sua professione.

L’irlandese John Carney, oltre che registra anche sceneggiatore, si dimostra abile a non scivolare nei facili sentimentalismi, e non prelude mai ad una situazione amorosa tra i due protagonisti, i cui sentimenti, mai esplicitati, vengono lasciati sottintendere agli spettatori attraverso le parole delle canzoni che si possono ascoltare durante lo scorrere del film.

La bellezza dell’opera sta anche in questo; riesce ad essere romantico pur non essendoci storie d’amore, riesce ad essere divertente pur non essendo propriamente una commedia, ci sono tante canzoni pur non essendo un musical. E’ un delicato mix di generi, altri registi avrebbero potuto fallire clamorosamente proponendoci un cocktail indigesto.. Ma fortunatamente in questo caso, non è andata cosi’.