Da.. HAMAM – IL BAGNO TURCO

Si può essere felici in questa vita,

si deve.

HAMAM – IL BAGNO TURCO (Italia, 1997)

Un film di Ferzan Ozpetek

con Alessandro Gassman e Francesca D’Aloja

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LA KRIPTONITE CI SALVERA’

LA KRIPTONITE NELLA BORSA (ITALIA, 2011)

Un film di Ivan Cotroneo

Con Luigi Catani, Luca Zingaretti, Valeria Golino, Cristiana Capotondi e Libero de Rienzo

Se è vero come dicono in molti, che il cinema italiano negli ultimi tempi soffre di una certa stanchezza dovuta alla ripetitività di formule collaudate e già usurate, e da attori e registi che si ripropongono sempre uguali a se stessi, La kriptonite nella borsa di Ivan Cotroneo rappresenta una boccata di aria fresca, un guizzo d’autore capace di trasformare quella che potrebbe essere una classica commedia incentrata su una storia familiare in un qualcosa di originale e buffo, che non trova molti termini di paragone nel cinema italiano contemporaneo.

Con tre romanzi all’attivo e dopo aver firmato sceneggiature di successo sia per la televisione che per il cinema come ad esempio Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, Ivan Cotroneo decide di fare il grande salto passando alla regia, portando sullo schermo il suo terzo romanzo, La kriptonite nella borsa.

Il film è ambientato nel 1973 in una Napoli vivace e dai colori sgargianti. Il protagonista è Peppino, nove anni, giovane membro della famiglia Sansone, un po’ emarginato e deriso dai compagni soprattutto a causa della sua miopia. Luca Zingaretti e Veleria Golino interpretano i genitori, marito fedifrago lui, moglie depressa lei. La bella Cristiana Capotondi e il bravo e sottovalutato Libero de Rienzo interpretano due improbabili zii, che coinvolgono il piccolo in avventure hippie, tra feste in discoteca e manifestazioni femministe. E poi c’è Superman, ovvero il cugino Gennaro che, fermamente convinto di essere l’eroe dei fumetti, indossa abitualmente una tuta blu e un malandato mantello rosso; dopo la tragica scomparsa di Gennaro, il piccolo Peppino lo riporta in vita nella sua fantasia, e tramite i consigli di quell’amato supereroe riuscirà a capire lo strano comportamento degli adulti e a trovarsi a proprio agio in quella famiglia strampalata, piena di problemi, ma in fondo più unita di quel che appare.

Con toni surreali, colori vivaci, bravi interpreti ed un’ottima sceneggiatura, La kriptonite nella borsa, è un ottimo esempio di come una materia certamente non nuova per il cinema, crisi familiare e racconto di formazione, possa modificarsi divenendo un prodotto innovativo e a se stante. Ciò che oggi servirebbe maggiormente al nostro cinema è proprio questo; nessuna particolare rivoluzione, solo un briciolo di fantasia in più nelle sceneggiature e nella creazione di nuovi personaggi.

UN CUORE SACRO IN OGNUNO DI NOI

CUORE SACRO (ITALIA, 2005)

Un film di Ferzan Ozpetek

Con Barbora Bobulova

La filmografia di Ferzan Ozpetek, regista di nazionalità turca che lavora però a tempo pieno in Italia, è finora composta da otto film. Escludendo le prime due pellicole, “Hamam-Il bagno turco” (1997) e “Harem suarè” (1999), che servirono più che altro al regista per farsi conoscere dal grande pubblico, le altre sue opere hanno sempre trovato un riscontro positivo al botteghino, tranne una; il quinto film del regista, Cuore sacro, uscito nelle sale italiane nel 2005 può essere in effetti definito un flop. Gli incassi superarono di poco i tre milioni di euro, molto meno rispetto agli ottimi risultati dei precedenti film; “La finestra di fronte” superò i dieci milioni di euro e “Le fate ignoranti” raggiunse quasi la vetta dei quindici milioni. Quali le ragioni dell’abbandono? Una fuga cosi’ massiccia di spettatori potrebbe far pensare a delle gravi carenze riscontrate in questo film. Eppure, guardando e riguardando Cuore sacro, tali mancanze risultano difficili da scovare. Forse, il motivo principale di tale insuccesso, è il fatto che il pubblico è rimasto spiazzato da un film totalmente diverso dai precedenti, in cui Ozpetek non solo abbandona i toni della commedia, ma abbandona anche i temi a lui più cari, come l’omosessualità e l’amicizia.

Cuore sacro è la storia di un’imprenditrice di successo, Irene Ravelli, e del suo incontro con Beny, una straordinaria e particolare bambina, grazie alla quale intraprenderà un viaggio alla scoperta della povertà che regna ai margini della città. La donna distaccandosi sempre più dal mondo degli affari viene a conoscenza di luoghi e persone che fino a prima non aveva mai preso in considerazione. Un viaggio mistico ed affascinante che si rivelerà presto essere anche molto pericoloso, un viaggio che la porterà ad esercitare un’altruismo estremo spingendola sino alla soglia della follia. Questo cambiamento radicale di stile di vita viene espresso soprattutto in una scena struggente e simbolica, quando la protagonista, interpretata da una bravissima Barbora Bobulova, scendendo i gradini della metropolitana inizia a levarsi di dosso dapprima gli oggetti più preziosi come anelli ed orecchini per regalarli ai mendicanti, per poi svestirsi completamente rimanendo nuda nelle gallerie affollate della metropolitana, come un novello e femminile San Francesco.

E’ un film delicato Cuore Sacro, per la cui visione occorre la giusta predisposizione di spirito, un film nel quale i molti pregi rischiano facilmente di essere scambiati per difetti; non è un caso infatti che oltre all’insuccesso di pubblico anche la critica in molti casi non abbia risparmiato quest’opera.

Cuore sacro è un film che parla di molte cose, di cambiamenti, di spiritualità, di emarginazione. Ed è emozionante accompagnare la protagonista nel suo percorso di conoscenza, cullati dalle note della bellissima colonna sonora firmata da Andrea Guerra.

Forse è vero che ognuno di noi ha due cuori, uno è quello che conosciamo tutti e che ci permette di vivere, l’altro cuore è quello sacro, un cuore nascosto di cui dovremmo prendere coscienza, iniziando ad ascoltarne i battiti.