I FANTASTICI CINQUE DEL 2012

Le idee intorno al cinema sono state in sala soltanto trentatre volte nel corso del 2012; e certamente sono molti i film che avrebbero meritato la visione su grande schermo ma che purtroppo sono sfuggiti. Ecco la classifica molto personale delle cinque migliori pellicole viste al cinema nell’anno appena trascorso.

01 – IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO: Svetta in prima posizione, e non poteva essere altrimenti, il capitolo finale della trilogia diretta Christopher Nolan dedicata all’uomo-pipistrello. Scene mozzafiato, grande cast ed una sceneggiatura senza sbavature per un film impossibile da dimenticare.

02 – ARGO: Film dopo film Ben Affleck consolida la sua abilità di regista e porta sullo schermo una storia vera ma poco conosciuta. Ritmo serrato e azione per una solido dramma in cui, grazie ad alcuni elementi di commedia inseriti a regola d’arte, si riesce anche a sorridere. Operazione difficile ma del tutto riuscita.

03 – HUGO CABRET: Martin Scorsese non smette di stupirci e ci regala un bellissimo fantasy adatto a tutta la famiglia. Attraverso le tecniche più moderne ed uno strabiliante 3D il regista racconta il cinema e i suoi albori, infondendo nello spettatore il senso del meraviglioso.

04 – VENUTO AL MONDO: C’è anche l’Italia in questa piccola classifica. Sergio Castellitto traduce in immagini l’omonimo libro della moglie Margaret Mazzantini. Storia drammatica, emozionante e coinvolgente con una Penelopre Cruz imbruttita, ma in stato di grazia.

05 – HOTEL TRANSYLVANIA: Come dimenticarci dei cartoon? Il film del genere occupano sempre più spazio nelle sale. Dopo tanti animali parlanti Hotel Transylvania rappresenta una bella novità nel settore, trasformando in simpatici personaggi i cattivi più temuti di sempre. Divertente e con messaggio morale allegato.

In un’annata in cui gli incassi sono stati spesso ben al di sotto delle attese, anche il livello qualitativo ha subito un considerevole calo rispetto all’anno precedente. Il 2011 era stato l’anno di film come Il discorso del re e delle strabilianti sperimentazioni di Avatar.

Registi importanti come Woody Allen e Tim Burton (rispettivamente per To Rome with love e Dark shadows) hanno, a detta di molti, deluso le aspettative.

La debacle più vistosa ha riguardato soprattutto le pellicole di casa nostra, ma va ricordato che nel 2012 il cinema italiano ha salutato il gradito e insperato ritorno dietro la macchina da presa del maestro Bernardo Bertolucci che ha diretto Io e te.

E’ stato un anno cinematografico dominato dalle donne; accanto a Christian Batman Bale, Anne Hathaway è stata una Catwoman in gran rispolvero, ben più di una semplice comprimaria. Femminile è poi la protagonista di Hunger Games, primo capitolo di una trilogia che ha sfondato ovunque meno che da noi. Grazie a due diverse pellicole (ed anche ad una serie televisiva) sono tornate prepotentemente di moda Biancaneve e la perfida matrigna. Michelle William ha riportato in vita in modo ineccepibile una delle più grandi icone del Novecento ovvero la divina Marilyn Monroe. Totalmente al femminile ed affiatato l’intero cast del bellissimo The help.

Ora tocca a voi, quali sono stati i vostri film più amati dello scorso anno?

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PICCOLO HUGO E GRANDE GEORGES: IL NUOVO MARTIN

HUGO CABRET (USA, 2011)

Un film di Martin Scorsese

Con Asa Butterfield, Ben kingsley, Jude Law, Sacha Baron Cohen,

Da un grande regista coma Martin Scorsese non ci si può aspettare altro che grandi film se non addirittura dei capolavori; quando entriamo in una sala cinematografica per assistere ad una sua opera in genere sappiamo quel che ci attende. Eppure a settant’anni compiuti ecco che Scorsese ci sorprende come non avremmo mai pensato, portando sullo schermo Hugo Cabret, film grazie al quale il regista premio Oscar ha avuto modo di percorrere per la prima volta l’affollata via del genere fantasy sperimentando cosi’ gli effetti tridimensionali in un film adatto a tutta la famiglia.

Ma un fantasy firmato Scorsese non può essere semplicemente il solito film ricco di effetti speciali; infatti Hugo Cabret utilizza le tecniche più moderne ed uno strabiliante 3D per raccontare il cinema e i suoi albori, ed in ogni sequenza a cui assistiamo è palpabile il grande amore del regista nei confronti della settima arte.

Tratto dal romanzo di Brian Selznick “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret”, il film narra le rocambolesche avventure di Hugo (Asa Butterfield), un orfano che vive all’insaputa di tutti nella grande stazione di Paris Montparnasse; grazie agli insegnamenti di uno zio non troppo affettuoso, il bambino passa la maggior parte del proprio tempo occupandosi del funzionamento dei grandi orologi della stazione. Nel suo tempo libero, all’interno del suo nascondiglio, cerca invece con tutte le sue abilità di piccolo orologiaio di riparare un uomo meccanico che suo padre aveva trovato negli scantinati di un museo e sul quale stava lavorando prima di morire in un incendio. Man mano che tra speranze e momentanee sconfitte Hugo persegue il suo obiettivo di riparare l’automa, procede in parallelo la conoscenza tra Hugo e il vecchio Georges, burbero proprietario di un piccolo negozio di giocattoli interpretato dal grande Ben Kingsley. Passo dopo passo i tasselli si ricompongono dinnanzi ai nostri occhi ed insieme al piccolo Hugo veniamo anche noi a conoscenza della vera identità del vecchio giocattolaio, Georges Méliès, riconosciuto oggi come il secondo padre del cinema dopo i fratelli Lumière. Ed è qui che il film si fa ancora più interessante; la fantasiosa storia del piccolo Hugo si intreccia alla vita di un personaggio realmente esistito quale Georges Méliès, regista che prima di tutti capi’ che l’invenzione dei fratelli Lumière, ritenuta da loro stessi una moda passeggera e priva di importanza, poteva essere uno dei più grandi mezzi di arte e spettacolo mai esistiti e dedicò a questo molti anni della sua vita, portando sullo schermo decine di film, inventando tecniche nuove tanto da essere oggi universalmente riconosciuto come il padre degli effetti speciali, e utilizzando per primo il colore (che veniva dipinto a mano direttamente sulla pellicola). Con l’arrivo della guerra la sua compagnia cinematografica andò però in bancarotta e lui fu costretto a ritirarsi dal cinema occupandosi del negozio di giocattoli della sua compagna. Nel film di Scorsese rivive tutta l’arte di Méliès ed è un vero piacere poter assistere ad alcune sequenze dei suoi più grandi capolavori tra cui il più noto è certamente Viaggio nella luna del 1902.

Oltre al già citato Ben Kingsley nel film compaiono anche Jude Law che interpreta il padre del ragazzo, Sacha Baron Cohen nei panni di un divertentissimo capostazione, e lo stesso Martin Scorsese, gentile bibliotecaio.

Hugo Cabret non è un capolavoro e tra le tante pellicole girate Scorsese verrà ricordato soprattutto per altro, ma questo film è la prova della sua grande capacità di cambiare, testimonia il coraggio di modificare un percorse ben delineato rimettendosi cosi’ di nuovo in gioco.