Avete scommesso sulla rovina di questo paese, e avete vinto..

IL CAPITALE UMANO (ITALIA, 2014)

Un film di Paolo Virzi’

Con Fabrizio Gifuni, Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Luigi Lo Cascio

Dopo che Il capitale umano ha inaspettatamente incassato oltre cinque milioni e mezzo di euro al botteghino e fresco della vittoria al David di Donatello 2014 come miglior film dell’anno, il regista livornese Paolo Virzi’ può ben dirsi soddisfatto di quella che è certamente una delle sue opere più ambiziose e riuscite. E non era un risultato scontato, visto che per portare sullo schermo il romanzo dell’americano Stephen Amidon, Virzi’ ha dovuto abbandonare i toni a lui congeniali della commedia, di cui è maestro, per addentrarsi in territori più cupi ed insidiosi. Spostando l’ambientazione dai sobborghi del Cunnecticut alla Brianza, il regista firma un noir dal ritmo serrato, grazie anche all’efficace scelta di suddividere il film in capitoli, ognuno di essi dedicato ad uno dei personaggi principali della vicenda. Dino, immobiliarista sull’orlo del fallimento, vede nell’adolescenziale fidanzamento della figlia Serena con Massimiliano la possibilità di entrare nelle grazie della ricca famiglia Bernaschi, magnati dell’alta finanza. Sullo sfondo, un misterioso incidente notturno, nel quale un uomo che in bicicletta rientrava da lavoro rimane sospeso tra la vita e la morte. Ogni capitolo da modo allo spettatore di capire il personalissimo punto di vista dei vari protagonisti in merito alle vicende narrate; ma è soltanto al termine della pellicola che il perfetto meccanismo ad orologeria innescato da Virzi’ rivelerà la verità sull’intricata vicenda.

Il cast è perfetto, e più che meritati i premi ricevuti da Valeria Bruni Tedeschi per l’interpretazione della ricca e insoddisfatta signora Bernaschi, più di una volta costretta a dover chiudere gli occhi di fronte alle misteriose speculazioni finanziarie del marito (Fabrizio Gifuni) che cerca in tutti i modi di tenerla all’oscuro di tutto. Altra nota di merito va a Fabrizio Bentivoglio, il suo Dino non è altro che un cinico arrivista cui sono andati male gli affari, che senza porsi troppi scrupoli non esita a trascurare le esigenze della propria famiglia ed in particolar modo la serenità della moglie in dolce attesa (Valeria Golino) per poter entrare a far parte dell’ambitissimo “giro che conta”. Accanto a questo cast stellare ed affiatato troviamo un bel gruppo di giovani attori esordienti o quasi, tra cui spicca il bravo Giovanni Anzaldo, che interpreta un ragazzo sensibile e disturbato, amico di Serena.

Nulla è come sembra ne Il capitale umano, e con il pretesto del noir Virzi’ disegna un ritratto spietato e beffardo della società italiana, che colpisce trasversalmente tutte le classi sociali; una società in cui i veri valori della vita sono stati seppelliti da quelli ben più effimeri del denaro facile e del successo.

Avete scommesso sulla rovina di questo paese, ed avete vinto..”

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